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Resti della Guerra Bianca a 3.100 metri

Il dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali svolge da tempo ricerche scientifiche nell'area del Parco Nazionale dello Stelvio dove nell'ambito di progetti finanziati Parco dello Stelvio - ERSAF rileva la riduzione dei ghiacciai del parco e quantifica l'acqua di fusione derivante.

In questa video intervista de IL CORRIERE DELLA SERA vengono illustrate le ricerche glaciologiche e storiche.

I due filoni sono solo apparentemente scollegati, infatti negli ultimi anni i ghiacci delle Alpi, e il Parco dello Stelvio non fa eccezione, stanno restituendo oggetti antichi inghiottiti dal ghiacciaio nella prima guerra Mondiale e rimasti congelati sino ai giorni nostri.

Solo l'intensa fusione degli ulltmi anni ha liberato oggetti bellici, bombe inesplose, filospinato, vestiario dei giovani del secolo scorso che hanno speso la vita presidiando i confini di alta quota durante il primo conflitto mondiale.

Storici e glaciologi collaborano quindi intensamente e nel corso dell'intervista questo filo rosso che unisce le due scienze emerge chiaramente.

Per ESP è intervistata Guglielmina Diolaiuti, docente di Geografia Fisica e glaciologa.

04 ottobre 2021
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