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Perché alcune specie hanno una durata di vita più lunga di altre?

In un articolo appena pubblicato sul Journal of the Royal Society Interface, i ricercatori del Centro per la Complessità e Biosistemi (CC&B) dell'Università Statale di Milano hanno indagato perché alcune specie hanno una durata di vita più lunga di altre studiando l'evoluzione del comportamento metabolico diNothobranchius furzeri (N. furzeri), un pesce con una durata di vita estremamente breve.

Il confronto dell'espressione genica di N. furzeri con il pesce zebrafish D. rerio e il topo (M. musculus) ha mostrato che un ampio insieme di geni e pathway metabolici sono deregolati in N. furzeri durante l'invecchiamento in un modo che è coerente con un'apertura globale della cromatina. L'analisi computazionale della glicolisi per le tre specie ha evidenziato, inoltre, un aumento molto rapido dell'attività metabolica durante la vita di N. furzeri rispetto alle altre specie.

Maria Rita Fumagalli, post-doc presso il CC&B e il dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell'Università Statale e presso l'Istituto di Biofisica CNR è la prima autrice dell'articolo e ha eseguito tutte le analisi. Caterina La Porta, docente di Patologia generale presso il dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Ateneo, che  ha coordinato i lavori ha così commentato: "I nostri risultati evidenziano che la breve durata della vita di N. furzeri è dovuta a una peculiare dinamica metabolica e di organizzazione della cromatina che risulta molto diversa non solo rispetto alle altre specie ittiche ma anche rispetto ai mammiferi. Solo grazie ad un'analisi comparativa della dipendenza temporale dell'attività metabolica e dell'attività di espressione genica nei pesci è stato possibile apprezzare appieno la peculiarità del comportamento di invecchiamento di N. furzeri". E così conclude: "Questo studio può essere visto come un esempio di exaptation in cui gli stessi geni e gli stessi percorsi comuni a tutti i pesci sono usati in modo diverso da N. furzeri. D'altra parte, i meccanismi di invecchiamento nei mammiferi è risultato più vicino a quello osservato nei pesci che invecchiano normalmente come D. rerio piuttosto che in N. furzeri".

Per informazioni: prof.ssa Caterina La Porta

08 luglio 2020
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